Viaggio tra i box Italiani: Leonessa CrossFit a Brescia

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Brescia è soprannominata “Leonessa d’Italia” per i dieci giorni di resistenza agli Austriaci durante il Risorgimento Italiano. Per questo motivo e dall’esperienza di Corrado Bafico, nasce Leonessa CrossFit : uno dei box più conosciuti d’Italia.

Ciao Corrado!
E’ un piacere avere anche te su queste pagine a parlare del tuo box, 
Leonessa CrossFit.
Partiamo dal vostro box per chi ancora non lo conosce.

Ciao a tutti e grazie a voi, siamo felicissimi di questa opportunità e mi piacerebbe parlarvi veramente di tantissime cose…ma partiamo con le risposte!
Siamo aperti già dal 2014 e nel Settembre scorso ci siamo trasferiti in una nuova location di 820mq, tutta nuova, con un’area per le classi una per i competitor e altre zone per Endurance e Functional Bodybuilding.

Attualmente lo staff è composto da:

Erika, la mia compagna, che tiene le classi e si occupa dell’amministrazione

Daniele Camplani, il miglior coach che potessi sperare di avere nel mio box. È arrivato
  già molto preparato ma sono felice di aver contribuito alla sua crescita come
  professionista.

Fabio, lavora con noi da quasi due anni nonostante abbia un altro lavoro, si allena 
  duramente ed è il coach delle classi serali.

Daniele Abrami, Stefania e Alberto sono le nuove leve: li stiamo formando con un
  percorso mirato per portarli al livello Leonessa.
  Diciamo che sono il nostro futuro.

– Ci avvaliamo della collaborazione anche di Stefano Italiano come consulente e tre
  grandi competitor come Francesca Canobbio, Francesca Marchiori e Federica
  Negretti
entrate a far parte del nostro team

– Inoltre ci avvaliamo della indispensabile consulenza di Guido Dapporto per il programma
   di Endurance sia per le classi che per i competitor

– E ovviamente…ci sono io che, oltre a tenere le classi e seguire i competitor, gestisco
  il tutto!

Parliamo subito dei vostri competitors: sappiamo che avete un bel gruppo di ragazzi motivati. Parlateci pure di loro!

I miei competitor sono fantastici!
La nostra politica è semplice: devi aver fatto almeno 6 mesi di classi per poter accedere al team competitor e, inoltre, siamo noi che scegliamo a chi proporre il passaggio da classi a competitor basando la nostra decisione non solo sull’aspetto atletico ma anche sull’aspetto umano. 

In passato abbiamo fatto alcuni errori di valutazione, che ci sono serviti per mettere a fuoco il nostro metodo: #metodoleonessa

Come è composta la loro settimana di allenamenti?

La loro settimana è come quella di un normale competitor 3on/1off/2on/1off.

Inoltre grazie alla presenza nel nostro staff di Stefano, ci approcciamo a un nuovo metodo di lavoro che non prevede esclusivamente il lavoro fisico ma anche quello mentale ed “extra CrossFit” per creare sinergie e affiatamento.

Si sono appena conclusi la Amsterdam Throwdown e il Brixia Throwdown, a cui avete partecipato.
Raccontateci le vostre esperienze sugli eventi generali e sul livello dei competitors che avete affrontato.

Amsterdam è stata un’esperienza fantastica perché, oltre alla gara in se che è stata di livello internazionale, abbiamo preso una casa tutti insieme e abbiamo vissuto la quotidianità dalla colazione alla cena.
Consiglio a tutti di uscire dall’Italia e provare una competizione internazionale, insieme al proprio gruppo di competitor che danno sicuramente una carica diversa!

Brixia, invece, per noi è la gara dell’anno visto che è organizzata al nostro interno: i ragazzi erano presenti e hanno sfiorato la finale in una gara con moltissimi atleti stranieri. Non a caso ha vinto un team Ucraino.

Quali saranno i vostri obiettivi per il 2018?
Obiettivi del 2018?
Consolidare il team Leonessa e portarli a essere competitivi agli open!

Secondo voi, qual è la situazione del CrossFit in Italia?
Quanto si sta sviluppando, per quale motivo e quanto può migliorare in futuro?

In Italia c’è stata una evoluzione troppo rapida e sono stati aperti molti box.
Non che questo non sia un bene per il movimento, il problema di fondo è il livello di insegnamento: i coach dovrebbero prendere coscienza che si ha a che fare con la salute delle persone e devono essere preparati per risolvere problemi.
Molto spesso, invece, in alcuni box i coach aggiungono ulteriori problemi a tutti quelli che un neofita può avere e soprattutto non basta essere, passami il termine, un “animatore”.

Questo un po’ mi disturba perché spesso arriva gente al mio box con poca fiducia in questo fantastico sport, perché ha sentito che amici si sono fatti male o altro..ed è sempre difficile convincerli che il problema non è, ovviamente, il CrossFit ma chi lo insegna.

Per noi la cosa più importante è insegnare a lavorare in sicurezza e muoversi correttamente: divertimento e livello di fitness vengono di conseguenza!

Per quanto riguarda i competitor ormai è una gara a chi indovina il prossimo dopato: purtroppo veleggia il dubbio su chiunque senza avere certezze fino ai controlli.
Penso sia l’ideale sia viversela bene, continuare a lavorare seriamente e in maniera pulita, sapendo così di aver dato davvero il massimo.