Il CrossFit è pericoloso? Ecco la risposta

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CrossFit pericoloso

E, per l’amor del cielo, state lontani da quei box CrossFit! Il kipping è un peccato mortale, nessuno, lì, ha una vaga idea di quello che fa, e tutti finiscono per buttare le spalle o la schiena nel giro di una settimana.

Bla Bla Bla…

Se, di questi tempi, si da retta al tipo sbagliato di “esperti”, ci sono buone possibilità che vi ritroverete a non fare mai nulla. Non dovreste correre, perché rovina le ginocchia. Distanze lunghe percorse a velocità ridotta distruggeranno la densità delle ossa e non faranno granché per migliorare la vostra condizione atletica, mentre gli scatti sono pericolosi perché finirete probabilmente a stirarvi un muscolo o slogarvi un’anca. Siamo naturalmente strutturati per correre a piedi nudi quindi, qualora non andaste a correre senza scarpe, state andando contro la vostra predisposizioni biologica.

Andare in bicicletta sulla strada è troppo rischioso. Si può venire facilmente investiti da un’auto. Ovviamente la mountain bike è esclusa, perché è solo una follia da esaltati come quei tizi della RedBull su YouTube. Non pensate nemmeno di andare sulle piste ciclabili, finireste solo a dover schivare bambini in rollerblade ed anziani in passeggiata.

Soprattutto, non fatevi prendere l’idea di fare i deadlift. È troppo rischioso, tutti sbagliano a farli, e non sono neanche così tanto utili. Per non parlare del weightlifting olimpionico. È troppo difficile, troppo complicato, e richiede troppi anni per imparare a sollevare in sicurezza un’asta in PVC sopra la testa. Forse se aveste cominciato con un coach quando avevate cinque anni, ma ora è troppo tardi per voi.

E, per l’amor del cielo, state lontani da quel box CrossFit! Il kipping è un peccato mortale, nessuno, lì, ha una vaga idea di quello che fa, e tutti finiscono per buttare le spalle o la schiena nel giro di una settimana.

Magari c’è anche qualcuno tra voi che vorrebbe diventare coach! Andateci piano. Avete bisogno di almeno un paio di master e cinque anni di apprendistato non pagato per poter pensare di insegnare a qualcuno ad utilizzare la leg press in sala pesi. Quel certificato che vi hanno regalato in un weekend ed i libri che avete letto non vi hanno insegnato niente, ed i vostri anni di esperienza di allenamento contano meno di zero, perché non li avete passati in una classe universitaria.

Si temono le cose sbagliate

Quando siamo diventati così poco disposti al rischio? Quando abbiamo deciso che una spalla infiammata è un rischio maggiore rispetto a star sdraiati sul divano?

610.000 persone moriranno quest’anno di attacco cardiaco negli Stati Uniti, e nel frattempo l’industria del fitness si impegna per screditare qualcosa che potrebbe cambiare lo stile di vita delle persone.

Ciò che fa davvero ridere è che tutto questo scompiglio genera dibattiti per lo più limitati alle metodologie di allenamento. Non vi capiterà mai di vedere un video di persone che vi mettono in guardia dai rischi del calcio, ma quante persone conoscete che si sono rotti le ginocchia giocandoci? Nessuno vi dice che dovreste pagare un coach per mezzo decennio prima che possiate entrare nella squadra di calcetto del dopolavoro, ma se invece degli scarpini indossate delle scarpe da CrossFit, ogni “esperto” uscirà dal bosco gridando la propria indignazione.

Diamoci una calmata. Nessuna di queste cose è in realtà più pericolosa del tizio su Facebook che dice che lo sono. Penso che la paura non sia una forma di motivazione, ma se proprio dovete temere qualcosa, fate che sia la sedentarietà ed il rattrappirsi sul divano per trovarsi a sessant’anni incapaci di mettervi una maglietta o di alzarvi dal pavimento da soli. Qualche swing con un kettlebell da 8kg fatto con una tecnica terribile, francamente, non vi manderà sotto terra prima del tempo.

L’atteggiamento di alcuni Coach

Parte del problema è che la alcuni coach e degli esperti nell’industria del fitness hanno reso la loro disciplina il loro lavoro principale. Queste sono persone che hanno intenzionalmente sviluppato la propria prestanza fisica sin da quando erano molto piccoli, ed hanno dedicato un enorme numero di ore nel perfezionamento della tecnica. Pertanto, ad alcuni di loro sembra  naturale inorridire vedendo un quarant’enne alle prese con il proprio primo snatch.

La lista dei possibili errori e dei potenziali infortuni comincia a scorrere davanti ai loro occhi come in Matrix, e danno di matto. Quindi, utilizzano internet, e la risonanza che questo può garantire loro, per dire a tutti di smetterla di inquinare il loro prezioso sport.

Questa categoria di persone è generalmente composta da coach che si lamentano dello scarso sbarramento all’ingresso dell’industria del fitness, e di come qualche sbarbatello impertinente con il suo corso della durata di un weekend non capisca nulla e non farà altro che portare la gente ad infortunarsi. La cosa ironica è che, parlando con questi stessi coach, vi rendereste conto di come neanche la loro “profonda conoscenza” fosse tale quando hanno cominciato.

E se avessero ricevuto gli stessi consigli che ora danno quando hanno cominciato? Avrebbero mai provato a diventare coach? Dobbiamo renderci conto che tutti dobbiamo iniziare da qualche parte. Ad un certo punto, ogni grande coach è stato un novizio ansioso e pieno di incertezze ed ha avuto un primo cliente da guidare nel suo percorso di fitness. Magari, hanno anche causato più danni di quanto non abbiano ottenuto di positivo, le prime volte. Ma hanno insistito, sono migliorati, ed ora sponsorizzano un libro con le loro facce in copertina.

Allo stesso modo, dobbiamo smetterla di scoraggiare le persone che vogliono provare a migliorare gli aspetti nei quali sono carenti. Bisogna tenere in massima considerazione la sicurezza ma, allo stesso tempo, incoraggiare le persone ad inseguire continui miglioramenti della qualità dei propri movimenti.

I neofiti sono un’opportunità, non un problema

Mentre gli atleti continuano ad ottenere record olimpici, la nostra è diventata una società di spettatori. Se vogliamo invertire questo trend, la naturale conseguenza sarà la creazione di milioni di novizi in tutto il mondo, sia tra gli atleti che tra i coach. Ognuna di queste persone commetterà degli errori, e molti si ritroveranno con la schiena dolente o con una spalla infiammata.

Ma va bene così, perchè almeno si sono alzati dal divano. Anzi, meglio che bene, perché il flusso di nuovi atleti e coach rappresenta non solo un cambiamento della nostra cultura verso uno stile di vita migliore, ma un’enorme opportunità di business per tutti coloro che con il mondo del Fitness ci lavorano.

Queste persone hanno fame. Nutriamole.

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Da sempre consulente informatico e appassionato praticante di sport. Nuoto a livello agonistico per tutta l'adolescenza, e mi dedico anche all'insegnamento, parallelamente mi dedico anche al Tennis al Calcio e al Body Building, Rugby e Arti Marziali. Incontro nel 2011 il CrossFit e ne sono subito rapito. Nel 2012 corono il sogno di diventare Co-Owner di una centro sportivo, la Golden Dragon Gym a Roma...da li il passo naturale ci porta ad aprire all'interno del nostro centro, CrossFit 753ac uno dei primi box ufficiali affiliati a Roma, Nasce insieme a Lacee Kovacs la programmazione KTS di cui ne seguo ogni aspetto commerciale. In quegli anni maturo l'idea di unire la mia conoscenza informatica alla passione per lo sport ed in particolare il CrossFit. Da questa unione dopo un anno di studio e lavoro nel Luglio 2015 nasce WodNews.it il primo magazine on line in lingua italiana interamente dedicato al CrossFit.