Project Judge, intervista al fondatore Luca Morassutto

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Project Judge Luca Morassutto

Project Judge, è a mio avviso una delle novità più positive nel panorama competitivo del CrossFit Italiano, li abbiamo visti recentemente all’opera a Fall Series 2016 e abbiamo intervistato il suo fondatore, Luca Morassutto…avvocato penalista, 42 anni di Ferrara, con la passione per il CrossFit e con idee molto interessanti

Come e perchè nasce Project Judge?

Sto guardando questa domanda Fabio e mi chiedo come risponderti. Me lo hanno chiesto in tanti. La risposta vera è che io non sopporto le lamentele. Quando ho iniziato a giudicare sentivo solo gente lamentarsi. Giudici di lungo corso che si lamentavano della inesperienza dei giudici nuovi..dimenticando che, allo stato attuale, per giudicare serve un attestato online. Niente di più. Gli atleti si lamentavano perché i giudici avevano parametri difformi nelle valutazioni e quanto veniva giudicato in line 1 non era quello che avveniva in line 10. La gente in genere che il giorno dopo la gara diceva “minchia ma quei giudici hai visto che roba oscena?” …dimenticando che magari si erano fatti 13 ore di judging gratis, spendendo anche 300 euro per essere li e offrire un servizio. A quel punto mi son detto: ok..proviamo a inventare qualcosa ed è nato PJ. Formazione obbligatoria per i giudici  (4 incontri formativi all’anno con giudici dei regionals o con dei competitors), video online sulla nostra pagina chiusa dove studiare rep e no rep, brochure pre gara…

Parlami meglio della formazione e della selezione dei giudici

La formazione è il punto cardine del progetto. Siamo ligi a quanto nel Rulebook 2016 e in quelli precedenti ma di contro sappiamo che uno dei principi cardine di una gara è l’adattamento. I giudici applicano quanto gli organizzatori chiedono, noi cerchiamo sempre di rimanere fedeli agli standard ufficiali ma ascoltiamo ovviamente gli organizzatori qualora volessero modificarli. I giudici in PJ hanno l’obbligo di 4 incontri formativi e 4 gare segnalate

Questo significa che prima di una gara, per abbattere i costi gravanti sui giudici, facciamo un incontro formativo con dei giudici che abbiano vissuto un’esperienza ai regionals o ai games. Con i competitors invece la formazione è più pratica e si basa sull’analisi dei movimenti. Questo è un primo filone formativo a cui si aggiunge quello più pratico

Per una gara infatti il giudice si deve studiare una brochure preparata ad hoc, visionare dei video sui movimenti che vedrà alla competizione…

non so se hai avuto modo di leggere un mio articolo di qualche mese fa in cui parlavo delle gare in italia, tra le altre cose parlavo della situazione dei Judge e auspicavo una necessità di organizzazione e formazione, passando da un volontariato improvvisato a un team organizzato, formato e “spesato”…cosa ne pensi di questo aspetto?

Avevo letto quell’articolo e la sua pubblicazione coincideva con un momento importante nella vita di PJ (stavamo pianificando i target per il 2016). L’aspetto problematico del tutto è che mentre negli altri sport i giudici hanno una federazione alle spalle, qui invece manca

Prendiamo la realtà nuda e cruda: un giudice per andare ad una gara spende tra i 200 e i 300 euro (a meno che non debba prendere aerei…li peggiora). Ora se un organizzatore rifonde le spese non può sicuramente erogare 300 euro a giudice…considerato che oggi le gare chiedono tra i 30 e i 40 giudici. Semplicemente non è possibile. Ha più senso invece abbattere le spese vive. PJ chiede agli organizzatori di pagare ai giudici vitto e alloggio. Può avvenire in maniera semplice, attraverso strutture che ospitano più persone in camera o appartamenti. Abbiamo fatto delle proiezioni di costi e benefici…ai giudici vengono levate oltre la metà delle spese e gli organizzatori comunque risparmiano rispetto ad un fondo spese che tra l’altro fiscalmente non sarebbe giustificabile Questo sistema pare stia passando. Tutte le gare affidateci nel 2017 hanno messo nel budget la voce “giudici”

Da quante persone è formato attualmente in vostro team? e quali sono le prossime gare in calendario?

Guarda…PJ nasce alla Crese challenge di Giulio Borgino…ed eravamo in 15. Oggi PJ conta 60 giudici …e in questo momento ho davanti agli occhi il format della sezione Sicilia dove ci sono 15 richieste di adesione. Per le competizioni lavoriamo in maniera binaria.  Ci sono competizioni che ci chiedono di gestire in toto il comparto giudici  ed altre che ci chiedono di contribuire al comparto giudici. non puoi capire l’entusiasmo che c’è nel vedere staff di gare che ti chiamano per dirti: vogliamo voi! Ad oggi gare opzionate con esclusivo personale PJ sono otto Italian box battle ed East coast challenge in primis, il Redwall di Ferrara assieme all’Audace di Trieste hanno creduto sin da subito in PJ; one2one di Torino; Liguria box battle; sicily throwdown; lagomaggiore; beach summer games a Viareggio; University contest..ed altre in via di definizione

Project Judge Luca Morassutto

Che tu sappia ci sono progetti analoghi al tuo a livello internazionale?

No, così strutturati no. Ci sono reti di judges a livello europeo per esempio dove qualcuno informa della necessità di avere giudici in una gara (una sorta di call aperta) o ci sono head judges che offrono la loro esperienza. Di contro una struttura che offra head judges e giudici unitamente a formazione e servizi no, che sappia io non c’è

Pensi che la tua iniziativa possa essere d’ispirazione ad altri? O possa suscitare l’interesse di CrossFit?

Il mondo, spesso, lavora per modellamento. Qualcuno fa qualcosa e dopo viene imitato e perfezionato. È nella natura stessa del fare, le esclusive durano poco. Affezionarsi ai giardinetti è contrario al mio modo di vivere. PJ è nato con un triplice obiettivo: dare tranquillità agli atleti, un servizio alle gare, un aiuto ai giudici. Bisognava fare qualcosa qui e bisognava farlo subito a mio modo di vedere. Non siamo perfetti..di errori ne facciamo ma la differenza è che operiamo per migliorare. Chi va in questa direzione credo operi per il meglio

Quali sono le caratteristiche di un buon judge?

Le tre A! L’ho imparato in un corso di formazione con uno dei migliori judge al mondo Adattamento, atteggiamento, accoglienza

Un judge deve sapersi adattare: agli standard degli organizzatori, agli spazi in cui si muove, alle difficoltà che incontra

Atteggiamento: significa che in quel momento tu rivesti un ruolo essenziale. Opera con onestà, senza favoritismi, in maniera integerrima e sii fermo nelle tue decisioni

Accoglienza: il protagonista della gara è L’ATLETA! Accoglierlo con il sorriso, mostrando che sei li per lui aiuta a smorzare la sua tensione

ogni giudice in PJ in tutti i briefing pre gara si sente ripetere: “e ricordatevi le tre A”….questo però implica anche lavorare con l’atleta…e atteggiamento implica anche che certi comportamenti di taluni atleti non possono essere tollerati…quei comportamenti dove vedi certi atleti alla loro seconda gara che trattano con una cafoneria indicibile i giudici…io vengo dal mondo dello judo…in 21 anni di agonismo non ho mai assistito a certe scene che ahimè a volte nelle nostre gare si vedono. Nelle gare di PJ non a caso abbiamo introdotto la possibilità di espellere l’atleta per comportamento antisportivo. Una cosa è la vena agonistica ..altro è offendere verbalmente giudici o colleghi atleti

Lo trovo sportivamente inaccettabile. Meno superuomini e più Atleti (la a maiuscola è decisamente voluta)

Fammi un esempio…

Ti faccio un parallelo: ricordo una gara dove un atleta alla ennesima no rep mi urlò in faccia epiteti non carinissimi. Ricordo Mat Fraser che in un wod in cui gli diedi 3 no rep alla fine mi abbracciò e mi disse: “c’erano tutte, gran lavoro bro”…

In campo vorrei vedere episodi del secondo tipo. Sempre.

Project Judge

Il tuo modello di riferimento nel Judging? 

Modelli ne ho due.. per la parte briefing sicuramente Giuseppe di Carlo, per la parte di gestione gara, in campo, atleti etc senza dubbio quello che giudico il miglior judge con cui ho lavorato: david thorp

La tua esperienza migliore come Judge?

A livello esperienziale posso dirti che in assoluto la gara dove mi sono fatto più esperienza come judge è stata la Swiss alpine battle. La selezione per essere un judge a quella competizione è piuttosto duretta..devi avere un buon curriculum e giudichi assieme a un team proveniente da più Stati. Essere stato scelto per giudicare la finale mi ha messo addosso quella sensazione di “ok…evitiamo di far disastri eh..”, il pressing dell’head judge, la furia agonistica degli atleti, le complesse dinamiche dei wod a team …senza dubbio molto di quello che oggi trasferisco ai giudici viene da quello che ho provato li.

Parliamo del tuo ruolo di head judge, quale pensi sia il compito di un buon Head judge?

Credo dipenda da quale obiettivo ti prefiggi. In PJ la regola è: PRIMA L’ATLETA. torniamo quindi a quanto ti dicevo prima: garantire che quanto avviene in line 1 sia quello che succede in line 10. Io come head judge faccio sopralluoghi sul campo gara, parlo con gli organizzatori, studio con loro gli standard, preparo la formazione giudici. Questo è propedeutico al garantire uniformità. Poi c’è quello che succede in campo. Li un head judge deve lavorare su due fronti: il judging del suo team e dirimere eventuali contestazioni ove possibile. Sempre prima l’atleta. È lui la star ed è lui che deve divertirsi e far divertire.

Quindi direi che un buon head judge ha più compiti serventi un unico obiettivo però questo è il mio modo di intendere l’head judging.

Come è stato essere scelti per una gara importante come Fall Series? come l’hai vista da dentro? 

Fall series è la gara. Ogni giudice vuole giudicare a fall series e tutti sognano di essere head judge e nel contempo ne sono terrorizzati. È la sfida per tutti, atleti, giudici, staff. Chi dice il contrario mente, sapendo di mentire. Sai come ci sono arrivato? Lascia che te lo racconti.  Sicily Throwdown, Michele Venturella, mio head coach, mi presenta Giorgio Beltrami. Io terrorizzato. Volevo presentargli il mio progetto, dirgli un po che idee avevo e cercare di portare 10 giudici a Fall Series. Lui mi da il suo cell..lo rivedo in Puglia. Stefania vuole il mio cappello da judge e glielo regalo …erano seduti attorno a un tavolo… Gio mi guarda e mi dice: per 40 postazioni quanti giudici servono? Io faccio dei conti e gli dico: “devi trovare 60 giudici” ..lui mi sorride e mi dice: “devo? Saranno tutti cazzi tuoi trovarli” io lo guardo ..occhi sbarrati…lui si avvicina e all’orecchio mi dice: ” che ne dici di essere l’head judge di Fall series”? … ecco… a quel punto …avevo solo entusiasmo dentro ed emozione pura. Ho iniziato a lavorare subito alla struttura arbitrale.

Come ho visto fs16 da dentro … ti dico come ho visto il CrossFit da fuori invece.  Si attende sempre il cadavere di qualcuno. Diversamente ricordo una frase di Giorgio in un incontro  (il primo fatto a Cantù): “luca …io voglio solo che si divertano”.

Un punto di arrivo o uno di partenza?

La domanda chi mi chiede se Fs16 è un punto di arrivo o di partenza non la capisco per un mio limite naturale. Non concepisco punti di arrivo. Esiste sempre una soglia migliorabile..qualcosa che si può fare in più..rifare meglio ..cambiare. sono un giudice “giovane” che ha un sacco da imparare… se pensassi che Fs16 sono un arrivo ..cazzo avrei sbagliato tutto

La tua gara ideale?

Io ho il cuore legato a dove sono nato come head judge quindi se mi chiedi la mia gara tipo ti risponderò sempre Crese challenge (oggi East coast challenge), siamo nati li …li davvero c’è la nostra emozione. Poi però ti dico che bisogna sempre alzare di un più uno quella dannata asticella…mettiamola giù pari: Giorgio Beltrami ha affidato ad uno sconosciuto il judging della sua gara, della gara più importante in Italia. Spero di non avergli fatto perdere la scommessa in relazione al mio settore di competenza. Giorgio ha permesso quel più uno. Non so in quanti avrebbero osato tanto

Come pensi che si possa evolvere project judge? Aumentando il numero dei partecipanti pensi che si possa pensare a una struttura ramificata sul territorio con responsabili regionali che selezionano e formano giudici a livello locale, magari facendo esperienza in piccole competizioni? 

In realtà PJ nasce per gare medio piccole. L’avevo pensato per divertirmi nelle gare assieme ad alcuni amici conosciuti nelle competizioni e divenuti miei compagni di viaggio in PJ

Nel 2017 PJ ha la necessità di ramificarsi, abbiamo troppe richieste di adesione e per lavorare bene devo delegare sul territorio. A questo scopo proveremo l’esperienza delle sezioni. Una in Sicilia e una a Salerno. Spero funzioni..siamo in evoluzione e sicuramente dalla esperienza troveremo modo di migliorare e modificare quanto non funziona in noi stessi in primis.

per avere maggiori informazioni e mettervi in contatto con loro vi rimandiamo alla loro fanpage ufficiale, presto sarà online anche il sito ufficiale

https://www.facebook.com/ProjectJudges/

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Da sempre consulente informatico e appassionato praticante di sport. Nuoto a livello agonistico per tutta l'adolescenza, e mi dedico anche all'insegnamento, parallelamente mi dedico anche al Tennis al Calcio e al Body Building, Rugby e Arti Marziali. Incontro nel 2011 il CrossFit e ne sono subito rapito. Nel 2012 corono il sogno di diventare Co-Owner di una centro sportivo, la Golden Dragon Gym a Roma...da li il passo naturale ci porta ad aprire all'interno del nostro centro, CrossFit 753ac uno dei primi box ufficiali affiliati a Roma, Nasce insieme a Lacee Kovacs la programmazione KTS di cui ne seguo ogni aspetto commerciale. In quegli anni maturo l'idea di unire la mia conoscenza informatica alla passione per lo sport ed in particolare il CrossFit. Da questa unione dopo un anno di studio e lavoro nel Luglio 2015 nasce WodNews.it il primo magazine on line in lingua italiana interamente dedicato al CrossFit.