Speciale Reebok CrossFit Invitational 2015: Il rapporto tra CrossFit e Reebok

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ovvero storia di come ho scoperto che è un rapporto che va oltre la semplice partnership tecnica

 

Ho avuto l’opportunità di essere “invitato agli invitational” da Reebok, mi hanno detto da subito che volevano “farmi vivere un’esperienza” che mi facesse capire il rapporto che c’è tra Reebok e CrossFit. 

Inizialmente quello che mi eccitava di più di questo viaggio, era la possibilità conoscere di persona  i più formidabili atleti al mondo, ma non pensavo ci fosse molto di più da sapere sul connubio Reebok e CrossFit. A dire la verità ci avevo messo mesi per capire che si trattava di una partnership, ed ormai ero abbastanza convinto che fosse così…dopo aver “vissuto questa esperienza” posso dire che…sicuramente mi sbagliavo.

Probabilmente avevo ragione all’inizio della mia esperienza con il CrossFit quando pensavo di non aver capito nulla e invece avevo capito molto di più di quanto credessi…ma andiamo con ordine e facciamo un passo indietro.

Era l’autunno del 2011, Froning aveva da poco vinto i suoi primi Games, era il campione, ma non era ancora una leggenda, e io non sapevo neanche che esistesse, erano stati i primi CrossFit Games dell’era Reebok…ma io non sapevo neanche questo….io sapevo solo che praticavo arti marziali, e di li a un paio di mesi avrei dovuto affrontare la finale nazionale di Sanda, e non ero affatto in forma. Il mio Maestro (ora il mio socio del nostro box CrossFit…ma questa è un’altra storia…) in quei giorni aveva un amico che insisteva per fargli provare una nuova metodologia di allenamento, il CrossFit…e così decise  di farcelo provare per prepararci all’incontro…Vinsi la finale di Sanda, e fu l’ultima volta che praticai arti marziali, fui letteralmente rapito da questo allenamento, a tal punto che quello che era servito come uno strumento di preparazione ad uno sport, divenne il mio unico sport, e successivamente il mio lavoro. 

 Non erano in molti a praticare CrossFit a quei tempi, o meglio, molti dicevano di fare CrossFit, ma quelli che lo facevano realmente erano davvero pochi, e anche le informazioni non erano tantissime in Italia.

Io ad esempio, per tornare al discorso iniziale, facevo fatica a capire che Reebok e CrossFit fossero due società distinte, pensavo che Reebok avesse creato CrossFit o giù di lì.

Più passavano le settimane e più mi convincevo di questo, vedevo che tutti i box più in vista erano “Reebok CrossFit qualcosa”, e la gente che praticava CrossFit vestiva solo con abbigliamento Reebok.  Di li a poco ricominciarono gli Open, e scoprii anche i “Reebok CrossFit Games”, capii chi era Froning, e capii come funzionavano le varie fasi della gara. Ogni video che vedevo era “powered by Reebok”, e sempre di più avevo la netta sensazione che Reebok e CrossFit fossero un tutt’uno, e che non potesse esistere CrossFit senza Reebok.

Poi iniziarono a passare i mesi, mi informai maggiormente e capii che esisteva già da anni il CrossFit senza Reebok, che il CrossFit era una cosa e Reebok un altra, e che Reebok era “solamente” il “main sponsor”, e che si poteva fare CrossFit senza necessariamente coinvolgere Reebok.

Ma la domanda che non mi ero mai posto prima del mio viaggio agli Invitational era: perché avevo avuto questa percezione iniziale?

pensavo si trattasse semplicemente di un mio errore di valutazione, invece adesso sono convinto che ho avuto questa percezione perché è esattamente la percezione che Reebok fa arrivare ai CrossFitter, ovvero quella di un legame che va oltre la semplice partnership tecnica. Questa è la cosa che mi è risultata evidente durante questo weekend, ma non solo…ho scoperto anche che la mia non era  un impressione indotta da una buona campagna di Marketing, ma è nella realtà dei fatti una collaborazione e un rapporto strettissimo che coinvolge le due società, dai vertici alle basi.

A Madrid ho avuto modo di conoscere i vertici dirigenziali Reebok, i responsabili della comunicazione e delle linee dei prodotti tecnici, aldilà dei loro ruoli, hanno tutti una cosa in comune: sono CrossFitter competenti e appassionati.

Ho avuto il privilegio di cenare con Chris Froio, (Vice Presidente Reebok Western Europe), un top manager di questo livello te lo aspetteresti diverso…invece Froio si è presentato in jeans e camicia sorseggiando un aperitivo e dandomi una pacca sulla spalla…dopo 10 minuti eravamo già seduti a cena a parlare dei nostri massimali di power clean…

non stavo parlando con uno dei Manager Reebok più importanti al mondo, stavo parlando con un CrossFitter come me. 

Mi ha raccontato, con orgoglio, che quando si è insediato nella sede di Herzogenaurach in Germania, la prima cosa che ha fatto è stata costruire un box per i dipendenti, visto che lì non c’era…perché dovete sapere che quasi in ogni sede Reebok, c’è un box all’interno riservato ai dipendenti, ed è così che tutti i dipendenti sono incentivati a provare il CrossFit.

Ognuno di voi sa per esperienza che una volta che decidi di provare il CrossFit…difficilmente ne resti deluso…e dalla lezione di prova a diventare un CrossFitter incallito, il passo è brevissimo, e questa cosa coinvolge come tutte le persone che affollano i nostri box, anche i dipendenti Reebok.

Reebok ha saputo sfruttare a suo vantaggio questo meccanismo, perché si sa….quando una persona fa un lavoro che coincide anche con la sua passione, il lavoro sicuramente riuscirà meglio.

Le persone che si occupano dello sviluppo dei prodotti, sono CrossFitter, e sanno che quando siamo nel mezzo di un Workout estenuante, c’è spazio per pensare solo al proprio corpo, al proprio respiro…e nessuno di noi ha voglia di avere un pantaloncino che gli da fastidio durante uno squat, o una maglia che gli tira durante un muscle up, o una scarpa che non gli da stabilità durante uno Snatch. Quindi loro, oltre a collaborare con i migliori atleti al mondo, testano i prodotti sulla loro pelle, perché sanno che quando verranno rilasciati saranno poi gli outfit che indosseranno durante il loro workout. Sanno quali sono le esigenze delle persone che li indosseranno, perché sono le loro stesse esigenze, e curano in maniera maniacale i dettagli perché sanno che sarà la somma di tutti i dettagli a fare la differenza tra un prodotto valido e uno meno.

Vi faccio un esempio che è estremamente simbolico di quello che vi sto raccontando. Durante il weekend ci hanno presentato la nuova collezione che verrà rilasciata nel 2016…elemento focale di questa nuova collezione la nuova scarpa, la Reebok CrossFit Speed Trainer.

Il responsabile dello sviluppo, che ci ha presentato direttamente questa scarpa e le sue caratteristiche tecniche, ha voluto evidenziare un inserto sul tallone chiamato KippingKlip che favorisce gli Handstand Push Up….ora, visto che parliamo di una scarpa, e visto che gli HSPU si fanno appunto stando in verticale sulle mani e le scarpe non sono minimamente in contatto col pavimento…chi se non un CrossFitter potrebbe farsi venire in mente di mettere un inserto in rilievo di plastica dura sul retro del tallone in modo da evitare che strusciando la suola in gomma sul muro si crei attrito?

questo è il genere di dettagli che chi fanno rendere conto del fatto che chi ha progettato questo scarpa sapeva esattamente di cosa si ha bisogno quando si fa un HSPU, se non fosse stato un CrossFitter secondo voi gli sarebbe venuto in mente?

 La realtà dei fatti è che il CrossFit è uno sport bellissimo, ci aiuta a mantenerci in forma, ci aiuta ad essere atleti migliori e soprattutto a vivere una vita migliore, e la Reebok ha saputo far propria questa filosofia… #BeMoreHuman non a caso è lo slogan principale delle loro campagne marketing.

Il CrossFit esisteva già da prima di Reebok ed era ugualmente uno sport fantastico, ma il fatto che un brand importante a livello globale abbia per primo investito e creduto in questo sport, gli ha dato una visibilità e una forza mediatica che difficilmente avrebbe raggiunto senza questa sponsorizzazione. E’ innegabile quindi che Reebok ha contribuito in maniera attiva allo sviluppo di questo sport, sono stati lungimiranti ad essere i primi ad arrivare ed a credere nel CrossFit, ma limitarsi a questo era qualcosa che avrebbe potuto fare qualsiasi brand…la scelta vincente è stata quella di andare oltre un semplice investimento in termini di marketing, coinvolgendo e appassionando a tal punto i propri dipendenti al progetto.

Quello che ho visto con i miei occhi a Madrid è che al momento qualsiasi prodotto esca dalla linea Reebok CrossFit è un prodotto costruito da un CrossFitter per un CrossFitter, è questo a mio avviso il vero valore aggiunto di questa partnership.

Quindi se qualcuno adesso mi ponesse la domanda:

esiste il CrossFit senza la Reebok?? la mia risposta sarebbe….assolutamente si!!!!

 ma se qualche altro mi ponesse la domanda:

il CrossFit senza la Reebok sarebbe uguale a come lo conosciamo oggi??? la mia risposta sarebbe….assolutamente no!!!

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Da sempre consulente informatico e appassionato praticante di sport. Nuoto a livello agonistico per tutta l'adolescenza, e mi dedico anche all'insegnamento, parallelamente mi dedico anche al Tennis al Calcio e al Body Building, Rugby e Arti Marziali. Incontro nel 2011 il CrossFit e ne sono subito rapito. Nel 2012 corono il sogno di diventare Co-Owner di una centro sportivo, la Golden Dragon Gym a Roma...da li il passo naturale ci porta ad aprire all'interno del nostro centro, CrossFit 753ac uno dei primi box ufficiali affiliati a Roma, Nasce insieme a Lacee Kovacs la programmazione KTS di cui ne seguo ogni aspetto commerciale. In quegli anni maturo l'idea di unire la mia conoscenza informatica alla passione per lo sport ed in particolare il CrossFit. Da questa unione dopo un anno di studio e lavoro nel Luglio 2015 nasce WodNews.it il primo magazine on line in lingua italiana interamente dedicato al CrossFit.