Reebok Nano X: la recensione.

556
reebok nano X recensione

Ho ricevuto le mie nuove Reebok Nano X in piena quarantena, alla fine di Aprile, quindi questa è la recensione più strana che abbia mai fatto, perché per la prima volta mi sono dovuto fare una prima idea delle nuove scarpe basandomi sulle sensazioni lontano dal box.

In casa avevo qualche dumbell e poco più, quindi ho avuto le primissime impressioni usandole durante gli home workout che hanno accompagnato tutti noi CrossFitter quarantenati. In un paio di settimane ci ho fatto innumerevoli squat, infiniti double under, e non voglio neanche ricordarmi quanti burpees.

Parallelamente, oltre che in allenamento, le ho usate per i pochi spostamenti consentiti, ci ho camminato, ci ho salito e sceso scale e ci sono andato a fare la spesa.

Ho avuto subito un’ottima sensazione e la cosa che mi ha colpito di più è stata proprio ‘incredibile versatilità della scarpa.

Andava bene tanto per fare squat quanto nella vita di tutti i giorni. Infatti, per la prima volta, le Reebok Nano hanno una ricercatezza estetica che le rende esteticamente adatte anche al di fuori del box.

Con l’inizio della Fase 2, mi sono invece trovato spesso al box per preparare la riapertura e, tra una sanificazione e l’altra, ne ho approfittato per fare qualche bel wod al box. Tutte le buone sensazioni avute negli home workout si sono amplificate allenandomi al box.

Ma andiamo per ordine e vediamo tutte le novità delle Reebok Nano X.

1. La suola è rimasta invariata (per fortuna).

Reebok Nano X Construction

La suola della Reebok Nano, che è da sempre uno degli elementi universalmente più apprezzati di questa scarpa, è rimasta invariata rispetto alla Reebok Nano 9. Questa è decisamente una buona notizia perché anche sulla Reebok Nano X possiamo contare sulla suola robusta e stabile a cui siamo abituati.

È rimasto invariato anche il disegno della suola, e anche questo mi soddisfa visto l’ottimo grip che ho riscontrato sia sul pavimento gommato del box che su una nostra area esterna in erba sintetica che utilizziamo nei mesi estivi.

È stata conservata anche la doppia densità della suola tanto apprezzata sulla Nano 9. Infatti, la parte anteriore che in foto vedete nera è leggermente più morbida della parte posteriore, quella rossa.

Questo perchè i movimenti di pesistica, che tipicamente hanno bisogno di maggiore stabilità e sostegno sulla parte posteriore del piede, hanno bisogno di più solidità; mentre i movimenti pliometrici, come i box jump, i double under o la corsa, necessitano di maggior ammortizzazione ed elasticità, e quindi traggono vantaggio dalla morbidezza della suola sull’avampiede.

Avevo trovato questa soluzione particolarmente intelligente sulle Reebok Nano 9, sono contento di averla ritrovata nelle nuove Reebok Nano X.

2. La parte superiore è completamente cambiata.

Reebok Nano X Lace Cage

La parte superiore della scarpa è completamente cambiata, sia nei materiali che nel design.

Partendo dalla larghezza del toe box, ho subito notato una grossa differenza rispetto alla larghezza della Nano 9. L’unico aspetto che mi aveva lasciato un po’ perplesso della Nano 9 era proprio un’eccessiva larghezza della parte anteriore. La sensazione iniziale è stata quella di avere una scarpa mezzo numero più grande, poi mi sono abituato a questa sensazione e mi sono comunque trovato bene, anche se non ho notato nessuna utilità dell’avere un Toebox così largo sulla Nano 9.

Sulla nuova Nano X siamo tornati a una dimensione più snella del toebox, e a mio avviso la calzata è migliore perchè si ha la sensazione che la scarpa sia più ergonomica, più stabile sull’avampiede. Questa è una mia impressione personale, credo di avere un piede di una larghezza normale, e credo che la maggior parte degli utenti si troveranno meglio con la Nano X. Gli unici che potrebbero trovarsi più comodi con le Nano 9 potrebbero essere gli atleti con un piede particolarmente largo. In questo caso potreste valutare l’ipotesi di prendere un mezzo numero in più sulle Reebok Nano X.

Per quanto riguarda l’aspetto puramente estetico, questa scarpa mi ha stupito subito, dalla prima volta che ho visto circolare le immagini in rete. Questa è la prima Reebok Nano con un aspetto veramente audace. Le Nano ci hanno abituato a un design minimalista, più o meno in base ai modelli, ma comunque minimalista. La Reebok Nano X invece è un mix di retrò e moderno. Sono decisamente retrò la linguetta alta e la parte posteriore del tallone, così come il nuovo disegno dell’allacciatura, e questo risulta ancora più evidente soprattutto in alcune colorazioni. A queste caratteristiche retrò si contrappongono la forma della suola che avvolge lateralmente la tomaia, elementi decisamente moderni.

Credo che sarà uno di quei design che le persone o ameranno o odieranno, ma la cosa sicura è che in ogni caso non sarà una scarpa che passerà inosservata.

Io sono un amante del minimal e del moderno, quindi personalmente credo che il design della Reebok Nano 9 sia il migliore di tutte la Nano. In ogni caso, l’equilibrio di questo contrasto tra moderno e retrò rende la Reebok Nano X veramente accattivante.

3. I materiali della Reebok Nano X.

Come abbiamo detto, la Reebok Nano X ha lasciato completamente invariata la parte della suola e ha completamente stravolto la parte superiore. Stesso discorso per i materiali utilizzati.

Per la tomaia, è stata ridisegnata la maglia del Flexweave®, che adesso risulta evidentemente più elastico. La nuova tomaia si adatta perfettamente a tutti gli spostamenti e garantisce il giusto contenimento del piede in ogni situazione.

Il Flexweave lo abbiamo già conosciuto negli scorsi anni per le sue caratteristiche di durata e resistenza all’usura: da questo punto di vista siamo tranquilli del fatto che le nostre Reebok Nano X rimarranno integre nel tempo anche se le sottoporremo a tutto lo stress di cui siamo capaci nei nostri allenamenti.

Una modifica evidente rispetto al passato nella Reebok Nano X è la quantità di materiale extra presente sulla tomaia. Ci sono infatti diversi inserti intorno alla gabbia dei lacci e intorno al collare della caviglia. In particolare, il collare della caviglia e la nuova linguetta hanno molta più imbottitura, che ci da il vantaggio di avere subito un’immediata sensazione di maggior comfort.

Reebok Nano X Heel

Inoltre, c’è un rivestimento in pelle sintetica nella parte del TPU che avvolge il tallone: questa credo sia una modifica puramente estetica, e devo dire che esteticamente mi piace molto perchè prosegue la naturale linea della parte gommata, conferendo alla scarpa un tocco moderno che contrasta, in perfetto equilibrio con tutte quelle caratteristiche retrò di cui ho parlato prima.

Tutto questo materiale extra non preclude in nessun modo la traspirabilità a cui il Flexweave ci ha abituato. Ho trovato la scarpa molto traspirante, come sempre.

3. Le performance della Reebok Nano X.

Reebok Nano X sono la celebrazione di Reebok del 10° anniversario delle sue scarpe da training più iconiche, che sono diventate negli anni il simbolo del nostro sport.

Nel corso di questi dieci anni, il laboratorio di ricerca e sviluppo ha lavorato seguendo i consigli di tutti i più grandi atleti e di tutta la community, sviluppando una scarpa pressoché perfetta per affrontare qualsiasi wod.

L’aspetto più “prestazionale” della scarpa credo che ormai sia talmente consolidato da poterlo dare per scontato.

Per questo, Reebok ha lasciato inalterata la suola che tanto avevamo apprezzato nel modello precedente.

Ritroviamo nella Reebok Nano X, il classico Drop di 4mm tra altezza del tacco e della punta e supporto mediale in EVA, e la soletta interna sottile e completamente piatta, che accompagnano immancabilmente le Nano fin dalla loro prima versione.

E ritroviamo anche la novità che si era fatta apprezzare sulle Reebok Nano 9, ovvero l’intersuola destrutturata con materiale a doppia densità che migliora le prestazioni nella corsa.

  • Drop di 4 mm e supporto mediale in EVA per garantire massima aderenza e stabilità 
  • Intersuola destrutturata che migliora le prestazioni nella corsa

Reebok Nano X si comporta in allenamento esattamente come ci aspettiamo si comporti la nostra Nano.

4. Conclusione.

Riassumendo, la Reebok Nano X assicura le performance a cui siamo abituati, ma con un look più ricercato del solito. Questa unione introduce per la prima volta un concetto completamente nuovo nel mondo “Nano”. Infatti, la Reebok Nano X a mio avviso è la prima incredibilmente versatile, che può essere usata indistintamente dentro e fuori dal box.

Guardate questa immagine. In questi giorni in cui abbiamo finalmente riaperto i nostri amati box e in cui la voglia di allenarsi dei nostri iscritti dopo il periodo di quarantena è tanta, la mole di lavoro per me è incredibilmente aumentata.

Ieri ho indossato le mie Reebok Nano X alle 7 di mattina, quando sono uscito con il mio cane, poi sono stato al box, dalle 08:00 alle 21:00 ho fatto 5 classi, mi sono allenato e sono uscito a fare delle commissioni per il box. Sono stato praticamente sempre in piedi. Mi sono tolto le scarpe solamente per 10 minuti per fare la doccia dopo l’allenamento.

Ecco il resoconto del mio iPhone a fine giornata.

23.574 PASSI. TUTTI CON AI PIEDI LE REEBOK NANO X.

Togliendomi le scarpe ieri sera, ho fatto questa riflessione. Non ho mai sentito il bisogno di avere ai piedi scarpe diverse. Credo che questo la dica lunga sull’incredibile versatilità di questa scarpa,perfetta sia per gli allenamenti dentro il box che nella vita fuori dal box.

Previous articleCome fare CrossFit in un bosco naturale? Nasce The Box in the Woods. Intervista a Giorgio Beltrami.
Next articleGlassman-19
Da sempre consulente informatico e appassionato praticante di sport. Nuoto a livello agonistico per tutta l'adolescenza, e mi dedico anche all'insegnamento, parallelamente mi dedico anche al Tennis al Calcio e al Body Building, Rugby e Arti Marziali. Incontro nel 2011 il CrossFit e ne sono subito rapito. Nel 2012 corono il sogno di diventare Co-Owner di una centro sportivo, la Golden Dragon Gym a Roma...da li il passo naturale ci porta ad aprire all'interno del nostro centro, CrossFit 753ac uno dei primi box ufficiali affiliati a Roma. In quegli anni maturo l'idea di unire la mia conoscenza informatica alla passione per lo sport ed in particolare il CrossFit. Da questa unione dopo un anno di studio e lavoro nel Luglio 2015 nasce WodNews.it il primo magazine on line in lingua italiana interamente dedicato al CrossFit.