WODS INFERNALI: Dieci Competitor raccontano come sono sopravvissuti ai workout più difficili che abbiano mai fatto

0
782

Alcuni workout sono più duri di altri…potresti fare un “Diane” in tutta tranquillità e lottare con un “Nancy” e a malapena terminare un “Daniel”. Poi ci sono i WODs che superano di gran lunga lo status di ‘tosti’ – i workout che ti sbattono a terra, che mettono alla prova la tua forza mentale, , workout che non solo ti ricordi il giorno dopo o la settimana dopo, no, workout infernali di cui ancora racconti ai tuoi amici tre anni dopo. Noi adoriamo sentire queste storie, ed è per questo che abbiamo chiesto 10 Competitor CrossFit di raccontarci il loro WOD più estenunate e pazzesco. Ecco le loro storie.

Vittima di WOD Infernale:

PATRICK BURKE 16 ° ai CrossFit Games 2012.

Pat1

WOD INFERNALE:

15 barbell cleans (155 / 100 libbre)

30 toes-to-bars

30 box jumps (24 “/ 20”)

15 muscle-ups (donne: 10 muscle-ups)

30 push presses (dumbells da 40 libbre / dumbells da 25 libbre)

30 double-unders

15 thrusters (135 / 95 libbre)

30 pull-ups

30 burpees

300 feet overhead walking lunges (plates da 45 libbre / plates da 25 libbre)

Burke dice: “Il più memorabile – e più estenuante – workout che ho mai fatto fino a oggi è il chipper finale dei Games del 2009. La cosa più estenuante di questo workout era il fatto che faceva un caldo allucinante ed era alla fine di due giornate lunghissime. A guardarlo oggi quel chipper finale sembra abbastanza facile. Ma all’epoca, 15 muscle-ups, toes-to-bars e thrusters da 135 libbre erano tutti i movimenti piuttosto difficili. La parte peggiore del workout era la parte finale: overhead walking lunges. Sono partito bene per i primi 150 piedi, ma, come mi sono girato indietro e ho visto l’ultimo tratto, la fatica mi ha colpito come una tonnellata di mattoni, riuscivo a malapena a tenere il plate staccato dalla mia testa. La folla stava gridavano cose che non riuscivo a capire, alla fine ho raggiunto il traguardo e sono crollato…quello è stato il WOD più difficile che io abbia affrontato finora., referirei fare 5 “Fran” di seguito piuttosto che rifare quel workout! “

Vittima di WOD Infernale:

DANIEL PETRO: 3 ° al CrossFit South East Regional del 2013

cd314d70a71fe9647405cece1a75261c

WOD INFERNALE:

3 RFT

7 deadlifts (345 lb)

7 ring muscle-ups

3 RFT

21 toes-to-bars

21 wall ball

100ft Farmer’s carry  w/dumbells 100lb

28 Burpee box jumps

100ft Farmer’s carry  w/dumbells 100lb

3 muscle-ups

Petro dice: “Direi che il WOD più duro che ho mai fatto è stato al South East Regionals del 2012, Evento 6. Non è il più difficile per i movimenti o per i pesi, ma è stata la cosa più dura che abbia mai fatto da quando ho cominciato il CrossFit per come stavo messo prima di cominciare il workout. Il Regional 2012 è stata la mia prima competizione ad alto livello a cui ho partecipato, non ero preparato mentalmente, ne soprattutto fisicamente per il carico di lavoro della competizione. Prima di cominciare l’evento 6, ero allo stremo delle forze, la mia schiena si era completamente contratta e mi faceva male, ero più stanco di quanto avrei mai pensato di poter essere. Dopo quel momento ho dedicato il mio ultimo anno di allenamento assicurandomi di non arrivare più a sentirmi in quelle condizioni, non dimenticherò mail la sensazione che ho avuto durante quel WOD “

Vittima di WOD Infernale:

REBECCA VOIGT 2 ° al CrossFit Southern California Regionals del 2013

rorym_Games2010_BVoigt_RopeFinal

ANGIE HAY: 16° al CrossFit Games 2012

Games2013_AngieHayTeam_Rotator

WOD INFERNALE :

Pendleton Evento 2 del CrossFit Games 2012:

Nuoto 700 metri

Ciclismo: 8 km

Corsa: 11 km

Voigt Dice: “il workout più duro che ho mai fatto è sicuramente il triathlon del Reebok CrossFit Games del 2012. Questo è stato il workout più duro per me per molti motivi: 1) non avevo mai fatto una gara di triathlon; 2) non avevo mai nuotato prima su quelle distanze durante un workout; 3) la parte in bici è stata incredibilmente difficile perché la bici aveva una sola marcia e per la metà del percorso ho dovuto portare la mia bici sulle spalle perché la sabbia del percorso era troppo morbida da attraversare 4) non avevo idea di quanto dovesse essere lunga la corsa, e alla fine si è rivelata lunghissima c’erano così tante colline e tornanti che non sapevi mai dove fosse la cima,   ogni quarto di miglio c’era un Marine che ti diceva che avevi quasi finito, ma dopo un po’ ho capito che lo dicevano solo per essere gentili. “

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here